Nel 2018 la Francia conta 43 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La Provenza conta 8 siti iscritti, il che la rende una delle regioni più ricche della Francia. 

Iscritto nel 1981: il teatro antico e i suoi dintorni & l’arco di trionfo di Orange.

Vestigia eccezionali della Roma imperiale, il teatro antico di Orange, con la sua facciata lunga 103 metri, è uno dei grandi teatri Romani meglio conservati. Costruito tra il 10 e il 25 d.C., l’arco di trionfo di Orange è una delle più belle testimonianze di archi di trionfo di epoca augustea, con i suoi bassorilievi che ripercorrono la nascita della Pax Romana.

Un biglietto doppio permette la visita del teatro antico e del Museo d’arte e storia sito nelle vicinanze, che ripercorre la storia di Orange dall’antichità al XX secolo. Numerosi strumenti multimediali (audioguida in 10 lingue disponibile gratuitamente, applicazione da scaricare gratuitamente, spettacolo “I fantasmi del teatro”) arricchiscono la visita e rendono accessibile a tutti l’architettura del luogo e la storia degli spettacoli nella Roma Antica. Il percorso-spettacolo “I fantasmi del teatro”mischia teatro, videoproiezioni e brani musicali per fare rivivere i grandi momenti e i personaggi che hanno calcato la scena di questo favoloso monumento dall’antichità ai giorni nostri.

La nuova visita virtuale del teatro, nell’ambito di una visita guidata di 50 minuti, permette di scoprire un coinvolgente cortometraggio di 6 minuti. All’interno di una sala appositamente equipaggiata, i visitatori sono invitati a vivere l’esperienza coinvolgente di una videoproiezione individuale a 360° grazie a un casco per la realtà virtuale (modello Oculus Rift con audio integrato). Gli spettatori sono riportati all’anno 36 a.C. per assistere alla fondazione della città di Orange e alla costruzione del suo teatro. Il teatro prende forma, pietra dopo pietra, e svela la sua maestosa decorazione.

Iscritto nel 1981: monumenti Romani (anfiteatro e teatro) e Romanici d’Arles

Vues aériennes Arles Camargue

Arles conta il maggior numero di monumenti Romani dopo Roma: arene, teatro antico e criptoportici risalenti al I secolo a. C.; le terme di Costantino e la necropoli degli Alyscamps  (Campi Elisi) testimoniano una seconda età dell’oro nel IV secolo. Nell’XI e XII secolo, Arles divenne una delle più belle città del mondo mediterraneo e una tappa principale sulla strada per Santiago di Compostela. San Trofimo e il suo chiostro, siti all’interno delle mura, e l’abbazia di Montmajour, vicino ad Arles, sono i principali monumenti dell’arte Romanica provenzale.

Diverse formule del “Pass monuments”, valido da 1 a 6 mesi, permettono di accedere ai 6 monumenti (anfiteatro, teatro antico, terme di Costantino, criptoportici, Alyscamps, chiostro di San Trofimo) e ai 3 musei (Museo Réattu, Museo della Camargue, Museo dipartimentale di Arles Antica). L’applicazione per dispositivi mobili “Arlestour” facilita la scoperta della città, che oltre al suo patrimonio UNESCO offre una ricchezza patrimoniale e culturale d’eccezione. 

La città dispone di numerosi palazzi rinascimentali e classici. La Fondazione Van Gogh rende omaggio al maestro e ad artisti contemporanei di spicco (Van Gogh ha realizzato circa 300 opere su Arles e la sua regione e gli è stato dedicato un circuito pedonale). La Fondazione Luma, sita in un complesso creativo e per la riabilitazione architettonica unico al mondo che include il famoso edificio-risorsa da 56 metri di altezza immaginato dall’architetto Franck Gehry, offre un immenso spazio dedicato alla creazione contemporanea in tutte le sue forme. L’importante evento internazionale “Les rencontres photographiques” (“Incontri fotografici”) ha luogo ogni estate in città.  

Iscritto nel 1985: il ponte del Gard.

Costruito nel I secolo della nostra era, il ponte del Gard permetteva all’acquedotto di Nîmes, lungo circa 50 km, di passare il Gardon. Alto 49 metri, lungo 275 metri e composto da 3 arcate sovrapposte, costituisce il ponte-acquedotto Romano più alto del mondo. Gli ingegneri idraulici e gli architetti Romani hanno così realizzato un capolavoro della tecnica che è allo stesso tempo un’opera d’arte.

Il sito del ponte del Gard è un immenso terreno di 165 ettari dotato di aree per la balneazione sul Gardon e numerose attrazioni culturali adatte a ogni tipo di pubblico.

Il biglietto d’ingresso del sito include la visita degli spazi culturali. Il museo, il più grande centro d’interpretazione in Francia sul genio costruttore Romano, narra la storia dell’acquedotto Romano. La visita è animata da modellini, ricostruzioni virtuali, schermi multimediali e sottofondi musicali. Ludo offre un’area museologica pedagogica destinata ai bambini e alle famiglie. Ciné presenta documentari e sceneggiati. Mémoires de Garrigue (Ricordi di gariga) è un percorso all’aria aperta alla scoperta della storia dell’agricoltura mediterranea, del territorio locale e delle vestigia dell’acquedotto Romano.

Il sito propone anche numerosi eventi come l’illuminazione del ponte del Gard dal 15 maggio al 31 agosto; a giugno “Les fééries du Pont” (L’incantesimo del ponte), uno spettacolo che include musica, luci, spettacoli pirotecnici, video-morphing; mostre artistiche o scientifiche temporanee; concerti; ecc.

Luogo conviviale sulle sponde del fiume Gardon, il sito propone un’ampia gamma di ristoranti e negozi. È disponibile una videoguida in 8 lingue.

Iscritto nel 1955: il Centro storico di Avignone con il Palazzo dei Papi, il complesso episcopale (Notre Dame e giardini dei Doms; Museo del Petit Palais), i bastioni e il ponte di Avignone.

Il Palazzo dei Papi 

Palais des Papes

Nove papi si sono succeduti ad Avignone. Il Palazzo dei Papi, principale testimone della loro presenza, è il simbolo della potenza della cristianità e del potere temporale e spirituale esercitato all’epoca dal papato. Fortezza colossale e allo stesso tempo sontuoso palazzo, fu considerato dai suoi contemporanei come “la dimora più bella e più solida di tutto mondo” (Froissart). Oggi costituisce il più importante edificio gotico mai costruito.

Il monumento presenta 25 sale e luoghi visitabili: grandi sale da cerimonia che hanno ospitato feste e cerimonie, sale del tesoro, cappelle e appartamenti privati che custodiscono affreschi di un valore inestimabile. Le decorazioni dipinte nelle cappelle di San Giovanni e San Marziale sono attribuite al grande pittore italiano Matteo Giovannetti.

Una nuova visita multimediale viene proposta con il tablet tattile: l’Histopad. Propone una visita coinvolgente, ludica e interattiva grazie alla ricostruzione in realtà aumentata di come erano le sale all’epoca dei papi, con i loro affreschi e il loro mobilio. La scoperta interattiva della ricostruzione delle sale è arricchita da commenti audio, video, piantine del percorso, colonne sonore, brani musicali e cacce al tesoro. Il tablet è disponibile in 7 lingue (francese, inglese, tedesco, italiano, spagnolo, cinese, giapponese).

Il Museo del Petit Palais 

Il Museo del Petit Palais si trova nello straordinario Palazzo Arcivescovile. Propone una passeggiata nell’Italia e nella Provenza dal XII al XVI secolo attraverso una collezione eccezionale di pitture italiane messe a disposizione dal Museo del Louvre (tra le quali figurano grandi nomi come Botticelli e Carpaccio) e ricche collezioni di sculture e pitture avignonesi. Nel XV secolo la Scuola di Avignone costituì uno dei principali luoghi per la creazione pittorica in Francia.  

Il ponte di Avignone San Benedetto

Il ponte era lungo 920 metri e contava 22 archi. Iniziato alla fine del XII secolo, per diversi secoli costituì un cantiere permanente. È stato più volte danneggiato e ricostruito a seguito dei cambiamenti climatici che hanno modificato le caratteristiche idrologiche del Rodano alla fine del Medioevo. I lavori di ricostruzione finirono nel XVII secolo.

Oggi restano solo quattro archi, la cappella San Benedetto sulla quale venne costruita la cappella San Nicola nel XV secolo, la torre dello Chatelet che comandava il ponte levatoio e la torre Filippo Il Bello che comandava l’ingresso del ponte dalla parte di Villeneuve-les-Avignon. 

I cortometraggi, un’audioguida in 11 lingue, l’area museografica e il tablet digitale permettono un’appassionante visita multimediale, che racconta la storia della città, del Rodano, la leggenda di San Benedetto, la famosa canzone del ponte conosciuta in tutto il mondo e presenta la ricostruzione del ponte in 3D attraverso le diverse epoche. 

Iscritto nel 1998: la chiesa abbaziale di Saint-Gilles sul cammino di Santiago di Compostela in Francia.

Il cammino di Santiago conta 78 beni (64 edifici, 7 complessi e 7 sezioni dei sentieri) suddivisi su dieci regioni francesi.

Immersa nei paesaggi straordinari della Camargue del Gard e della costa, la chiesa abbaziale deve la sua fama al pellegrinaggio di Saint-Gilles, che si sviluppò dall’XI secolo, e divenne il quarto luogo di pellegrinaggio del mondo cristiano (dopo Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela). Meraviglia dell’architettura romanica, la facciata presenta una rappresentazione dell’Antico e del Nuovo Testamento. Un bestiario fantastico e un fregio narrano la passione di Cristo. La sua cripta monumentale ospita la tomba di Saint-Gilles e la sua celebre scala a chiocciola costituisce un modello architettonico.

Iscritto nel 2008: la Cité Vauban di Briançon all’interno della rete dei 12 siti principali dell’opera di fortificazione di Vauban.

Questo sito eccezionale permette di capire il genio del celebre ingegnere militare di Luigi XIV. Il complesso del dispositivo difensivo fu progettato da Vauban durante i suoi passaggi a Briançon nel 1692 e nel 1700.

Arroccata su un picco a 1326 metri di altitudine, la città alta di Briançon si impone come una fortificazione montana unica nel suo genere. Inserita tra i bastioni, è coronata da fortini di alta quota che la rendevano inespugnabile. 

Sette opere hanno ottenuto un riconoscimento per la loro autenticità, il loro stato di conservazione, la loro rappresentatività e la politica di valorizzazione di cui sono oggetto: il Forte delle Salettes, il ponte d’Asfeld, il Forte delle tre teste, il Forte Delfino, il Forte del Randouillet, il Communication Y, la cinta urbana e le costruzioni all’interno delle mura: la Collegiale, la piazza d’Armi e le due polveriere.


L’Ufficio del Turismo organizza delle visite di scoperta, che si svolgono in modi diversi.
Le visite Fondamentali, quelle Insolite e le visite spettacolo (con musicisti e attori che creano un’atmosfera speciale in città).

Iscritto nel 2014: grotta affrescata del Pont d’Arc, detta Grotta Chauvet.

Sita in un altipiano calcareo attraversato dai meandri del fiume Ardèche, la grotta presenta le pitture rupestri più antiche conosciute al giorno d’oggi (risalenti all’Aurignaziano, tra il 30.000 e il 32.000 a. C.). Sulle sue pareti sono state contate oltre 1.000 pitture con motivi antropomorfi o animali. La loro eccezionale qualità estetica testimonia l’ampia gamma di tecniche utilizzate, in particolare la padronanza dello sfumato, l’associazione di pittura e incisione, la precisione anatomica, la rappresentazione tridimensionale e del movimento. Vi si trovano delle rappresentazioni di specie pericolose, difficili da osservare per gli uomini dell’epoca (mammut, orsi, leoni delle caverne, rinoceronti, bisonti, uri), oltre 4.000 resti della fauna paleolitica e diverse orme umane.

Per motivi di conservazione, la grotta non può essere aperta al pubblico ed è per questo motivo che è stata creata la Caverna del Pont d’Arc. Si tratta della più grande replica di una caverna al mondo e si trova in un parco di 20 ettari. Grazie alla rilevazione digitale in 3D dell’originale, riproduce in una grotta artificiale di 3.500 m² e su una superficie di 8.200 m² l’ambiente sotterraneo (suolo, pareti, volte, acustica…), le decorazioni e le vestigia archeologiche, paleontologiche e artistiche (colori, dimensioni, texture, processi di formazione,…). La galleria dell’Aurignaziano completa la visita della replica della grotta. Permette di esplorare il mondo preistorico grazie a numerosi dispositivi multimediali scenografici, ludici e interattivi. Cortometraggi coinvolgenti, terminali tattili, riproduzioni di rinoceronti lanosi, mammut, megaloceri e altri bisonti delle steppe, ecc. invitano alla scoperta dell’ambiente, della fauna e della flora ai tempi degli uomini che vivevano sul territorio della caverna 36.000 anni fa. 

Vengono proposti diversi formati per la visita della caverna (visita libera con gli scopritori, visita in grande formato, visita a ingresso ridotto) e numerose animazioni (conferenze, atelier preistorici, escursioni a tema, ecc.).

Iscritto nel 2016: la Città Radiosa di Le Corbusier a Marsiglia con altri 16 siti, a titolo del contributo eccezionale dell’opera architettonica di Le Corbusier al movimento moderno.

©FLC/OTCM

La Città Radiosa è l’opera dell’architetto svizzero Charles-Edouard Jeanneret, più conosciuto con il nome di Le Corbusier. Prima Unité d’Habitation (di una serie di cinque), è stata costruita dal 1947 al 1952. Laboratorio per un nuovo “sistema abitativo”, la Città Radiosa include 337 appartamenti di 23 tipi diversi, che costituirono altrettanti comodi e moderni alloggi per l’epoca. A questi spazi individuali si aggiungono i numerosi “prolungamenti della dimora”, studiati per una nuova pratica dell’habitat collettivo, che includono: una via commerciale interna, una libreria e una casa editrice, un bar, un hotel, un Concept-Store di Design, una panetteria e, sul tetto-terrazza, una scuola materna e una palestra, diventata da giugno 2013 il MaMo (centro d’arte contemporanea). Include inoltre un parco di 2,8 ettari con dei parchi giochi. 

L’Ufficio del Turismo organizza delle visite con una guida dell’Unité d’Habitation. La visita permette di scoprire i diversi spazi (hall, via commerciale e tetto-terrazza) e offre anche l’accesso in esclusiva a un appartamento classificato come Monumento storico. La prenotazione è obbligatoria (non si effettuano visite nei giorni festivi). Si accettano gruppi di massimo 10 persone.